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mercoledì 21 marzo 2012
Magnifica presenza!
Ormai non riesco più a giudicare un film di Ozpetek. Come lo giro lo giro, mi strappa un sorriso, anche quando non mi convince. Questa storia è la classica storia "alla Ozpetek" (ormai esistono le storie "alla Ozpetek", eh sì, ormai sì) con tutti gli ingredienti del caso: l'elemento gay, questa volta sullo sfondo, perché il protagonista vive la propria identità sessuale come un dubbio; quello turco, questa volta con un altro Yilmaz; la vecchia attrice riproposta in qualcosa più di un cameo, un'Anna Proclemer nei panni di una vecchia attrice compromessa con il fascismo; il rapporto molto forte con la memoria (il ricordo andava dritto alla Finestra di fronte); il finale sfumato. Ad ogni modo alcune cose non mi hanno convinto: per esempio l'episodio con Platinette, assolutamente estraneo alla vicenda (ricordava piuttosto Nirvana di Salvatores), il rapporto con Massimo, il personaggio della cugina. Tuttavia queste perplessità non inficiano il giudizio complessivamente sorridente per questo film, nel quale trova spazio anche una citazione dalle Golden girls (e chi saranno mai, si chiederanno i più.. hehe..).
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domenica 11 marzo 2012
The help! per Angelino
Non riesco a non mettere in relazione due elementi incontrati negli ultimi giorni. Giovedì, festa della donna, il cineforum di Este ha proposto il film "The help" (cliccando qui potete vedere il trailer ufficiale in hd): un film bello e profondo sulla discriminazione razziale nell'America di JFK e di Martin Luther King (roba di cinquant'anni fa, per intenderci..); ieri sento la dichiarazione di chiaro stampo elettoralistico di Alfano: noi difendiamo la famiglia, con la sinistra matrimoni gay. Posto che si tratta di un'affermazione completamente "decentrata", con tutto quello che sta capitando in Italia grazie ai mille Alfano al potere, figuratevi quale governo di sinistra farebbe i matrimoni gay, è proprio il suo essere fuoriluogo a richiamare un'attenzione particolare.
Ho pensato: perché dice questa cosa? Naturalmente per spaventare l'elettore medio, grigio, incupito dalla crisi, dai debiti, che deve trovare un nemico per sfogare il proprio livore. E convincerlo a votare per lui e per la forza che rappresenta.
Poi l'ho collegato al film: là era un movimento segregazionista che negava alle donne di servizio di colore l'utilizzo del bagno di casa per espletare i propri bisogni corporali; qui un altro movimento segregazionista che punta a negare il riconoscimento di un semplice diritto civile travestendolo da matrimonio.
Alfano è come le giovani signore wasp del Mississippi degli anni '60? In un certo senso sì, e forse è pure peggiore. E' peggiore perché i tempi sono cambiati e dovrebbe avere strumenti intellettuali sufficienti a capirlo e ad accettare lo stato delle cose. Invece lui, e tutti quelli che come lui gestiscono il potere, sta contribuendo a trasformare il nostro Paese in un luogo fuori dal tempo, dove valgono regole strane, solo per noi.
Alla fine del film, vedendo il riscatto di queste dignitosissime signore di colore, confesso che mi è scappata qualche lacrima. Sentendo Alfano nessuna lacrima ma una sola domanda: siamo sicuri che idee di questo tipo debbano guidare il nostro Paese?
Ho pensato: perché dice questa cosa? Naturalmente per spaventare l'elettore medio, grigio, incupito dalla crisi, dai debiti, che deve trovare un nemico per sfogare il proprio livore. E convincerlo a votare per lui e per la forza che rappresenta.
Poi l'ho collegato al film: là era un movimento segregazionista che negava alle donne di servizio di colore l'utilizzo del bagno di casa per espletare i propri bisogni corporali; qui un altro movimento segregazionista che punta a negare il riconoscimento di un semplice diritto civile travestendolo da matrimonio.
Alfano è come le giovani signore wasp del Mississippi degli anni '60? In un certo senso sì, e forse è pure peggiore. E' peggiore perché i tempi sono cambiati e dovrebbe avere strumenti intellettuali sufficienti a capirlo e ad accettare lo stato delle cose. Invece lui, e tutti quelli che come lui gestiscono il potere, sta contribuendo a trasformare il nostro Paese in un luogo fuori dal tempo, dove valgono regole strane, solo per noi.
Alla fine del film, vedendo il riscatto di queste dignitosissime signore di colore, confesso che mi è scappata qualche lacrima. Sentendo Alfano nessuna lacrima ma una sola domanda: siamo sicuri che idee di questo tipo debbano guidare il nostro Paese?
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martedì 8 marzo 2011
Manuale d'amore 3
Ieri sera ho visto "Manuale d'amore 3". Il bello di questi film non è tanto il tema, la storia, l'intreccio. Il bello è il confronto che si può sviluppare con i "Manuali" precendenti, in particolare per il racconto sociale che ne scaturisce. Questi film potrebbero essere una nuova frontiera del "neo-neorealismo"? Forse sì, ma non tanto per il realismo del racconto (difficilmente le tre vicende si sviluppano davvero così, in realtà), quanto per il profilo dei personaggi: Scamarcio, Verdone e De Niro rappresentano tre tipologie sociologiche di maschio italiano. Tutti e tre con qualcosa da nascondere, tutti e tre con il fantasma nell'armadio, tutti e tre abbastanza scontenti della loro dimensione esistenziale. Eppure tutti e tre, in apparenza, stanno bene: rampante avvocato, affermato giornalista, professore in pensione, con luminosa carriera universitaria. Il "neo-neorealismo" potrebbe partire da queste domande. Cosa non funziona in queste vite? Cosa non funziona nell'individuo di oggi? Cosa spinge i primi due al tradimento (ma Scamarcio non lo confessa, a differenza di Verdone, che viene quindi abbandonato dalla moglie..) e il terzo ad una specie di "tradimento" nei confronti dell'amico? Veramente questa è una società così "infedele"?
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