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venerdì 7 ottobre 2011

Stay hungry! Stay foolish! (una piccola cosa intorno a Steve Jobs)

Dopo un mese trascorso in giro per ospedali e studi medici, rientro nel blog solo per condividere due cose relative a Steve Jobs, scomparso nei giorni scorsi: la prima è la traduzione del discorso tenuto a Stanford nel 2005 (lo potete ascoltare, letto da un ragazzo molto bravo e gentile nel condividere questa cosa, cliccando sul titolo di questo post); la seconda è la mia personale sensazione su questa morte. Jobs è stato sicuramente un uomo che ha rivoluzionato la storia del nostro tempo. Giusto commemorarlo e ricordarlo come è stato fatto ieri e oggi su tutti i canali televisivi.
Però, la vera grandezza di quest'uomo viene fuori intera quando la pagina su di lui si chiude con le parole "Siate affamati! Siate folli!" e il telegiornale torna a parlare delle nostre umanissime miserie: censura sulle intercettazioni, bunga bunga, crisi economica, disoccupazione, lavoro nero, palazzi che crollano, teatrino della politica. Ecco, lì, nella profonda saggezza di quelle quattro parole (pronunciate da una persona che viveva in modo molto semplice malgrado l'enorme disponibilità, altro che le ville di B.), è condensata un'intera filosofia che contrasta in pieno con la nostra pochezza quotidiana. Per questo nei prossimi giorni le mie classi leggeranno per intero il discorso del 2005 e verranno invitate ad una riflessione.

martedì 9 agosto 2011

Chiamami col tuo nome

Sono arrivato a questo libro con alcuni anni di ritardo: è uscito nel 2008, quando l'ho cercato era esaurito ed è ricomparso da poco in edizione tascabile. Rinvio, per la trama, al link sul titolo che vi conduce alla pagina di Wikipedia. Mi soffermo sulle emozioni provate, in particolare nella lettura della parte finale. Dopo la scoperta dell'amore tra i due protagonisti, la partenza di uno dei due (e una breve luna di miele a Roma, culminata in un bacio piuttosto difficile, dopo aver vomitato) e il ritorno a casa dell'altro, il romanzo prende una piega lirica che a fatica riesco a riproporre. Vi rinvio alla pagina di Wikiquote, per alcune citazioni dal libro. Ma nel leggere le parole che il padre dice al figlio o la frase finale che uno dei due amanti dice all'altro.. insomma.. ho pianto, pianto come non succedeva da un sacco di tempo. E mi sto chiedendo ancora il perché. Un libro bellissimo, emozionante, commovente.

martedì 28 giugno 2011

Una serata d'altri tempi

ieri sera, lunedì, sono uscito a cena con due carissimi amici, Mario e Mariuccia (Mario è stato mio collega nel 2002/2003: quasi un assistente, perché spesso, durante le lezioni di storia che tenevo nel laboratorio di automazione, interveniva con osservazioni e aneddoti davvero interessanti per i miei allievi che allora guardavano sbalorditi il prof di automazione parlare di rivoluzione francese). Il posto bello, Cortelà frazione di Vo', pieni Colli euganei, dolci e per l'occasione abbastanza ventilati; la cena ottima. La cosa che mi ha però colpito è stato l'ultimo incontro fatto nel locale: l'anziano proprietario, il sig. Romeo, 84 anni portati benissimo, ha fatto un inchino e ha baciato la mano di Mariuccia. "Bacio la mano che ha stretto la mano del Papa. Questa mano è sacra!" Immediatamente mi sono trovato catapultato in un romanzo alla Garcia Marquez, di fronte a uno di quei personaggi come Melquiades in Cent'anni di solitudine.. il baciamano come riverenza alla sacralità del contatto con il Papa e rispetto verso la figura così investita di sacralità. Quest'uomo, 84 anni vissuti di lavoro e fatica tra le colline più dolci e al tempo stesso aspre d'Italia, mi ha illuminato la serata. Grazie, Romeo!

Jodorowsky a Monselice!

Mercoledì scorso, arrivo a Monselice per vedere Alejandro Jodorowsky, autore cileno di fama mondiale. La cornice è la bellissima villa Duodo, incastonata su un colle nel cuore della cittadina. Pubblico delle grandi occasioni, per lo più provenienti da Padova, target consueto della mia età, qualche giovane alternativo, parecchi fighetti. Io sono in compagnia di due belle donne, Chiara e Beatrice. La freschezza di questo meraviglioso ottantenne salta agli occhi: fresco di parola e di cuore, di immagini e di ritmo. Al suo fianco, splendido sparring partner, il suo traduttore Antonio Bertoli; la formula è buona: si discute di poesia, di vita e di amore, Jodorowsky fa un po' l'istrione, un po' il gigione per apparire il vecchio saggio senza prendersi troppo sul serio. Poi qualche lettura di poesia, infine le domande del pubblico prima di un'ultima lettura finale. Rimangono tre immagini molto belle.
La prima è la definizione di poesia: Cos’è la poesia? “E’ l’escremento luminoso di un rospo che ha inghiottito una lucciola”.
La seconda è la definizione di amore: Amare è amarsi, perché quello che dai lo devi dare a te stesso: solo così l’amore potrà essere equilibrato e rispecchiare esattamente il centro e l’eternità. (Avrei voluto che queste parole le sentisse una certa persona.. ma difficilmente sarà stata presente..).
La terza è una poesia breve ma intensa:

Non voglio che mi ami
Voglio che ami
Perché gli incendi
Non hanno padrone

rende perfettamente l'idea di cosa sia una passione vera e quale sia il vero desiderio di chi ama.
Una bella serata "Solo de Amor".

mercoledì 15 giugno 2011

Musica per l'estate!



Complice il laboratorio teatrale che ho diretto quest'anno, ho scoperto un autore brasiliano che forse ai più non dirà nulla. Il suo nome è Alfredo da Rocha Viana Filho, noto con lo pseudonimo di Pixinguinha. Le notizie le trovate qui. Mentre se volete notizie più dirette, vi rimando al suo sito personale. Musica elegante e leggera a un tempo, sofisticata ma popolare.. insomma la musica giusta per entrare in quest'estate dopo un anno di lavoro faticosissimo e pieno di tensioni. Lo sto ascoltando in streaming da una radio brasiliana (vi potete collegare cliccando sul titolo di questo post), dopo che su Skype ho salutato Michele, "il mio miglior allievo di tutti i tempi", che si trova a Shanghai per lavoro.. Dal mio salotto in Este comunico con il mondo intero! Grazie Pixinguinha!

domenica 5 giugno 2011

Sabato polesano

Sabato, complici Elisa e Ivan, sono stato a Rovigo per l'inaugurazione di questa bella iniziativa organizzata dall'associazione per la poesia "il ponte del sale"; un'occasione per rivedere Rovigo, città alla quale sono legato da mille ricordi "coniugali"; per sentir parlare di poesia, argomento sempre meno toccato, anche a scuola; per incontrare un amico poeta che non vedevo da un po' (Maurizio Casagrande); per in compagnia facendo cose effettivamente belle. Tornerò domenica 12 per il reading di Maurizio, con la collaborazione di due dei Calicanto. Rovigo..

sabato 12 marzo 2011

Vola, colomba bianca..!


E così anche Nilla è passata oltre. Un'icona della femminilità e della musica italiana. A lei è legata una delle canzoni in assoluto più sensuali della nostra canzone: l'edera. il tono è morbido, suadente, vagamente notturno e il testo è apparentemente semplice (inizia con una domanda retorica "chissà se m'ami oppure no..") ma ha anche qualche momento "alto" (avvinta come l'edera.. finché luce d'amor.. finché m'è dato vivere..). Questa canzone mi è sempre piaciuta perché presenta una donna che è forte proprio nel momento in cui si arrende, amante a prescindere dalla corrispondenza.. l'amore gratis, senza richiesta..
Vola, colomba bianca, vola..

martedì 27 aprile 2010

in questo link trovate una parte dell'intervento di Gustavo Zagrebelsky (chi è lo trovate qui), letto in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Offre spunti di riflessione davvero interessanti!